Trattamento termico

LO STANDARD ISPM-15

Premesso che il materiale da imballaggio in legno utilizzato nel commercio internazionale può costituire una via d'introduzione e diffusione di organismi nocivi da quarantena, La Convenzione Internazionale Per La Protezione Delle Piante Della FAO impone a tutti i paesi di utilizzare il legno scortecciato previo sottoporre questo a uno specifico trattamento, approvato e contraddistinto dal marchio IPPC/FAO.

Tale attività viene richiesta per due motivi:

1. Proteggere le foreste dagli organismi nocivi originari e provenienti da altri continenti;
2. Minimizzare gli ostacoli al commercio internazionale.

Per quanto sopra, un intero settore industriale/artigianale, composto da diverse categorie produttive (segherie, pallet nuovi e usati, casse e gabbie, imballaggi industriali, imballaggi ortofrutticoli), si è dovuto quindi adeguare allo standard fitosanitario ISPM-15 (Regulation of wood packaging material in international trade).

Tra le attività previste dallo standard ISPM-15 per la produzione di materiale da imballaggio di legno c’è il TRATTAMENTO, fase necessaria per poter apporre il marchio IPPC/FAO conformemente ai requisiti richiesti. Secondo le norme e le indicazioni impartite dall’Unione Europea, l’unica metodologia di trattamento riconosciuta dal 2010 è il trattamento termico (codice “HT”). Tale attività viene effettuata in essiccatoio e prevede l’innalzamento della temperatura al cuore del legno ad almeno 56°C per un tempo minimo di 30 minuti (metodo cosiddetto diretto).

Come avviene il processo di trattamento termico? Queste le fasi salienti:

RISCALDAMENTO: Durante questa fase il legno viene riscaldato in maniera graduale e rapida.

TRATTAMENTO HT (Trattamento fitosanitario secondo normativa FAO ISPM-15): Per alcune applicazioni è richiesto che il materiale sia trattato ad alta temperatura al fine di ridurre la possibile presenza di micro-organismi indesiderati. Tale fase permette di certificare una temperatura del legno sempre al di sopra di un determinato valore per il tempo necessario (metodo diretto = 56°C nel cuore del legno per 30 minuti).

RAFFREDDAMENTO: Prima di essere prelevato dalla cella il materiale viene raffreddato; la riduzione di temperatura sarà circa di un 1/ 3 di quella raggiunta durante la fase di essiccazione. Nei periodi invernali sarà ulteriormente ridotta in modo da evitare un’eccessiva escursione termica rispetto alla temperatura esterna.

INFORMAZIONI GENERALI

Le tipologie d'imballaggi che si possono trattare: segati di qualsiasi specie legnosa, pallet nuovi e usati, casse, gabbie, cassette, EUROPallet ed EPAL oppure pallet fuori standard.

Le caratteristiche che contraddistinguono gli impianti TERMOLEGNO:

1. celle termiche sigillate e adeguatamente isolate sia a livello termico che a livello acustico;
2. sistema di ventilazione che garantisce un flusso d’aria calda uniforme a tutto l’impianto di trattamento termico (attorno e attraverso i pallet) conforme alle necessità del legno da trattare, sufficientemente dimensionato per garantire il mantenimento della temperatura al centro del legno al livello prescritto e per la durata stabilita;
3. sistema di riscaldamento proporzionalmente dimensionato e progettato per accelerare i tempi di trattamento;
4. deflettore in gomma EPDM (resistente a temperature comprese tra -40°C e +120°C) posizionato tra il sottotetto e l’ultima fila di pallet in altezza;
5. strumentazione di misurazione e registrazione adeguatamente calibrata per assicurare un corretto sistema di misurazione della temperatura nel cuore del legno;
6. sistema di verifica delle sonde di processo prima dell’avviamento dell’impianto di trattamento termico;
7. sistema elettronico idoneo alla certificazione IPPC/FAO con attestato di trattamento.

Le tipologie d'impianto che si possono realizzare sono svariate: Termolegno è in grado di progettare e produrre impianti di diverse tipologie sulla base delle esigenze del cliente stesso. Diverse fonti o processi energetici risultano idonei per conseguire i parametri di trattamento richiesti. I più comunemente usati sono:

1. riscaldamento a gas (metano o GPL) diretto per mezzo di un bruciatore aspirato;
2. batterie riscaldanti alimentate con fluido come acqua calda, acqua surriscaldata, vapore o olio diatermico prodotto da diverse tipologie di generatori di calore (caldaie a scarti di legno, caldaie a gas, caldaia a gasolio);
3. riscaldamento a gasolio diretto.

Le tipologie di carico possibili sono le seguenti:

1. caricamento frontale con muletto;
2. caricamento a tunnel con carrelli su rotaie.

I tipi di apertura degli essiccatoi:

1. portone monoblocco a scorrere;
2. portone monoblocco a scorrere su parete laterale – girevole a 90 gradi;
3. portone ad ante.

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